I viaggi migliori sono quelli per cui alla partenza hai poche aspettative, oppure non sai bene che cosa aspettarti. Sono i viaggi che approcci con timore, o con poca cognizione di causa, quelli che ti sorprenderanno di più e che ti rimarranno ben impressi nel cuore. Rientra sicuramente in questa categoria il mio viaggio in Marocco effettuato a dicembre 2025, precisamente dal 23 al 29.
Dividerò questo articolo in due parti per dedicarle ciascuna alle due fasi in cui abbiamo strutturato il viaggio: una più statica, dedicata alla scoperta della città di Marrakech, e una più dinamica, dedicata al viaggio per raggiungere il deserto di Erg Chebbi, situato a circa 550 km di distanza.

Parte I – Marrakech
- Il primo giorno eravamo autonomi e abbiamo deciso di visitare le Jardin Majorelles. E’ obbligatorio acquistare i biglietti online in anticipo perché in loco non ci sono biglietterie (ma all’ingresso dei giardini sono comunque presenti dei QR code da inquadrare per poter accedere alla biglietteria online). Il sito è veramente affollato da turisti ma la sua visita vale davvero la pena: una grande varietà di flora, soprattutto di piante grasse ed esotiche, tutto molto curato e ben tenuto. Siamo poi ritornati in centro per vivere la famigerata piazza Jema El-Fnaa, cuore pulsante della città, nel suo pieno fulgore, ovvero di sera. Di giorno animata da incantatori di serpente e donne pronte a fare l’henné, di notte l’area si riempie di moltissimi stand, a gestione famigliare, che propongono street food marocchino di ogni tipo. Abbiamo provato un panino molto povero, farcito con patate lesse e uova sode, sorprendentemente molto buono. Per concludere la serata, abbiamo comprato una selezione di pasticceria marocchina dalla famosa Patisserie des Princes.

- Il secondo giorno abbiamo esplorato Marrakech con una guida locale parlante italiano. Ci ha fatto scoprire il centro della medina, passando negli stretti e affollatissimi vicoli del Souk Semmarine, suddiviso in diverse aree, ognuna dedicata a uno specifico settore commerciale, dalle ceramiche ai tessuti. L’intreccio delle vie porta facilmente a perdersi, fortunatamente non è stato questo il nostro caso in quanto eravamo appunto accompagnati. Tra i monumenti imperdibili c’è sicuramente la madrasa Ben Youssef, scuola di discipline musulmane del XVI secolo. Riprendendo l’itinerario, sempre a piedi, siamo ritornati alla moschea Koutoubia, il cui interno non è accessibile per i non musulmani. Lì accanto, la guida ci ha mostrato un immenso giardino, il Cyber Park Arsat Moulay Abdeslam, ricco di aranci e ulivi, e che si estende per otto ettari nel centro della città. Un altro sito visitato in compagnia della guida è il palazzo El Bahia, un edificio del XIX secolo, riccamente ornato e decorato da numerose incisioni e iscrizioni arabe, e da una pavimentazione rivestita di colorate e meravigliose piastrelle.
- Il terzo giorno avevamo solo la mattina a disposizione, per cui abbiamo bevuto il nostro ultimo tè marocchino allo Zeitoun Café, uno dei caffè storici affacciato direttamente sulla piazza principale. Per non farci mancare nulla, prima di partire in direzione aeroporto abbiamo pranzato in un McDonald’s marocchino!





Parte II – On the road verso Erg Chebbi
- Gli altri tre giorni del viaggio sono stati dedicati al viaggio dalla città di Marrakech fino alle propaggini del deserto del Sahara e ritorno. Abbiamo viaggiato su un minivan guidato da un autista affabile e alla mano, che parlava però un inglese molto elementare.
- Il primo giorno di viaggio abbiamo attraversato la catena montuosa dell’Atlante, passando dal passo Tizi Tichka, a 2260 mt di altitudine, dove abbiamo trovato la neve! (Al ritorno, avendo nevicato ulteriormente, la quantità di neve era ancora maggiore: il paesaggio era alquanto splendido e immacolato, sembrava di essere sulle nostre Alpi). Nel pomeriggio abbiamo visitato gli Atlas Studios, conosciuti anche come la Hollywood del Marocco, set di molti successi cinematografici come Lawrence d’Arabia e il Gladiatore. Come ultima tappa della giornata, abbiamo visitato la kasbah – l’antico palazzo sede del capo della zona, costruito in fango e paglia – di Ouarzazate. La notte l’abbiamo trascorsa in un bellissimo hotel, il Dades Xaluca nella valle del Dades.
- Il secondo giorno siamo ripartiti verso est visitando, per prima cosa, le gole di Todra, un affascinante canyon le cui pareti rocciose raggiungono anche i 300 mt di altezza. Lungo la via ci siamo fermati in un negozio di tappeti berberi, per acquistare un ricordo del viaggio, e i gentilissimi proprietari ci hanno offerto il loro tipico tè alla menta. Dopo pranzo, abbiamo ripreso il viaggio per raggiungere le dune del deserto di Erg Chebbi. Era ormai l’ora del tramonto e per esplorare la zona abbiamo optato per un giro in quad di circa un’ora. Un’esperienza sicuramente da non perdere.
- Il terzo giorno siamo ripartiti per rientrare in città. Il viaggio è durato parecchie ore ma abbiamo attraversato paesaggi incredibili che non scorderò mai. Abbiamo trascorso la notte in un auberge semplice ed essenziale ma molto piacevole, con una vista stupenda sullo ksar di Ait Ben Haddou, sito patrimonio Unesco, che abbiamo visitato la mattina seguente. Lo ksar è un tipico villaggio berbero ampiamente diffuso nella regione. Il luogo è uno dei più iconici del Marocco, una meraviglia da vedere assolutamente, anch’essa teatro di diversi film e serie tv, tra cui Games of Thrones.

